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25 febrero

A Pain I Used to - Depeche Mode

I'm not sure what I'm looking for anymore
I just know that I'm harder to console
I don't see who I'm trying to be instead of me
But the key is a question of control

Can you say what you're trying to play anyway
I just pay while you're breaking all the rules
All the signs that I find have been underlined
Devils thrive on the drive that is fueled

All this running around, well it's getting me down
Just give me a pain that I'm used to
I don't need to believe all the dreams you conceive
You just need to achieve something that rings true

There's a hole in your soul like an animal
With no conscience, repentance, oh no
Close your eyes, pay the price for your paradise
Devils feed on the seeds of the soul

I can't conceal what I feel, what I know is real
No mistaking the faking, I care
With a prayer in the air I will leave it there
On a note full of hope not despair

All this running around, well it's getting me down
Just give me a pain that I'm used to
I don't need to believe all the dreams you conceive
You just need to achieve something that rings true
 
un dolore a cui sono abituato
 
 
Non sono più sicuro di quel che sto cercando
so solo che è dura consolarmi
non capisco chi sto cercando di essere
invece di essere me stesso
ma la chiave è una questione di controllo

Puoi dire a cosa stai cercando di giocare ad ogni modo
pago mentre stai rompendo tutte le regole
tutti i segni che trovo sono stati sottolineati
i diavoli crescono sulla macchina
che è piena di carburante

Tutto questo correre intorno, beh mi sta abbattendo
dammi solo un dolore a cui sono abituato
non ho bisogno di credere a tutti i sogni che concepisci
hai solo bisogno di conquistare qualcosa che suoni vero
 

C’è un buco nella tua anima come un animale
senza coscienza, pentimento, oh no
chiudi gli occhi, paga il prezzo per il tuo paradiso
i diavoli si cibano dei semi dell'anima

non posso nascondere ciò che sento,
ciò che so che è reale
senza sbagliare il falso, mi preoccupo
con una preghiera nell’aria lo lascerò lì
su un biglietto pieno di speranza e non di disperazione

Tutto questo correre intorno, beh mi sta abbattendo
dammi solo un dolore a cui sono abituato
non ho bisogno di credere a tutti i sogni che concepisci
hai solo bisogno di conquistare qualcosa che suoni vero
15 febrero

L'evoluzione della "Sicurezza" allo stadio...

Lo stadio per il padre di famiglia che vuole portare il figlio allo stadio.  
  
 2002 d.C.
 
alle 13 esco de casa.
compro il giornale.
dice che c'è roma-palermo alle 15.
chiamo n'amico.
me dice che semo gemellati.
per fortuna non ci saranno scontri.
guardo che tempo fa.
c'è il sole.
prendo mio figlio di 6 anni.
vado allo stadio.
faccio il biglietto al botteghino.
entriamo allo stadio.
 
2006 d.C.

alle 13 esco de casa.
compro il giornale.
dice che c'è roma-treviso alle 15.
chissel'èmaiinculatiquellideltreviso.
e sò già retrocessi, manco ce verranno.
guardo che tempo fa.
c'è il sole, qualche nuvola.
ma reggerà.
prendo mio figlio di 10 anni.
vado allo stadio.
vado al botteghino.
cazzo è chiuso!!!
e mò?
me dicono de annà al granteatro.
e 'ndo cazzo sta?
me dicono che sta dellà.
vabbè 'nnamo.
arrivo che sò le 14.
me chiedono er documento.
mio figlio se mette a piagne.
c'ha paura che me fanno la multa.
tiro fuori il documento.
pago.
me stampano i biglietti.
coremo allo stadio.
mio figlio è tutto contento!
la partita è quasi iniziata.
ce stanno i tornelli.
mio figlio se rimette a piagne.
c'ha paura che c'hanno arrestato.
no tranquillo non è 'na galera.
è 'na malattia.
mentale, de qualcuno.

 
2007 d.C.

alle 13 esco de casa.
c'è il sole.
compro il giornale.
dice che c'è roma-napoli alle 15.
cazzo gli scontri!
io volevo portare mio figlio di 11 anni.
no?
leggo meglio.
i napoletani non vengono.
bene!
magari...
solo per gli abbonati.
prendo mio figlio.
andiamo al cinema.

 
2009 d.C.

mio figlio c'ha 13 anni.
ha voluto il computer per natale.
è un piccolo mago del computer.
mi ha detto che sono un coglione che per 10 anni ho comprato ogni giorno il corriere dello sport, mi bastava andare sul sito della roma.
domani c'è Server Error in '/' Application.
esco di casa
compro il giornale.
domani c'è Roma-Genoa.
non c'è grande rivalità.
e ormai mio figlio c'ha 13 anni.
prendo i documenti.
vado alla lottomatica.
tiro fuori i documenti.
pago.
me stampano il biglietto.
torno a casa.
annamo a dormì.
mio figlio mi sveglia domenica alle 10.
dice che alla tv hanno detto che mancherà Menez.
che mio figlio da quando frequenta certi siti chiama "udinì".
mio figlio se dispiace pè Menez.
gli dico "daje famo 'no striscione è Menez".
la carta è poca.
Udinì nun c'entra.
lo accorciamo.
mio figlio scrive:
"DAJE 'Nì"
ce mette mezzora a lettera.
tre ore pè 6 lettere.
sò le 13.
usciamo di casa.
arriviamo allo stadio.
passiamo il primo prefiltraggio.
passiamo i tornelli.
e quello che è?
come che è?
è 'no striscione.
dice che non può passare.
è di carta.
e manca l'autorizzazione.
e poi che vor dì "DAJE 'Nì"?
dice che forse è un messaggio de solidarietà a qualche diffidato.
ma se noi è la terza volta che annamo allo stadio.
chi sò sti diffidati?
ah vabbè.
lasciamo lo striscione e annamo allo stadio.
 
2010 d.C.

a mio figlio ancora je rode er culo pè lo striscione.
nun ce vole annà allo stadio.
vabbè, vado a fà i biglietti alla lottomatica.
me dicono che serve la tessera.
gli do la carta d'identità.
vogliono la Tessera del Tifoso.
e che è?
devo fà richiesta.
vabbè, faccio la richiesta.
m'arriva la risposta.
non mi vogliono dare la Tessera del Tifoso.
ora c'ho 50 anni, quando ne avevo 16 ho fatto a botte cò uno.
la prima e l'ultima volta che feci a botte con qualcuno.
dicono che sò violento e nun ce posso annà allo stadio.
state bene così

E

12 febrero

NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO- NO AL CALCIO MODERNO

La Curva Sud contro la Tessera del tifoso. Il cuore del tifo giallorosso ha affidato ad un comunicato il proprio punto di vista:

"Questo nuovo strumento rilasciato (dietro pagamento!!) dalle società di calcio e dalle questure andrà a sostituire i biglietti cartacei e gli abbonamenti, sarà l'unico modo per accedere agli stadi e con il tempo (a breve a dire il vero) diventerà anche tessera punti (accumulabili soprattutto con l'acquisto nei negozi convenzionati!!), bancomat, carta prepagata...eccetera. Sarà una schedatura preventiva da parte delle questure per tenere sempre sotto controllo ogni "movimento del tifoso"; sarà la SCUSA per allontanare per sempre dagli stadi tutti coloro che cercano, anche contro le volontà politiche vigenti, di accendere con passione, voce e colore le curve d'Italia. La nostra passione per il tifo sano che da sempre ha contraddistinto la tifoseria romanista e in generale il tifo "all'italiana" si trova a dover affrontare sempre maggiori ostacoli. Siamo giunti forse all'epilogo di una distruzione chiamata "legge Amato". Stiamo subendo il divieto già noto a tutti di introdurre all'interno dello stadio tutto ciò che ha fatto grande il nostro modo di tifare: megafoni; fumogeni; coreografie; bandiere e striscioni. A fronte di questo ci sono stati offerti: difficoltà sempre maggiori nell'acquisto dei biglietti, uno stadio strutturalmente fatiscente e inadatto che si cerca di nascondere dietro fratini gialli con scritto steward, sperimentazioni di parcheggi inesistenti, sempre più illeciti sportivi ed amministrativi della società. Adesso quest'ultimo atto prenderà il nome di "tessera del tifoso". Questa sarà la spallata definitiva dello Stato al tifo "all'italiana" che sparirà per lasciare posto al tifo "all'americana" fatto di gadgets, hot dog, televisione. Tifoso giallorosso in piedi!. Affrontiamo, insieme come sempre, una nuova battaglia. La Curva Sud".
 
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO- NO AL CALCIO MODERNO...
ULTRAS STYLE, LAST FLAG
19 enero

Ci Pensa La Bestia

Torino-Roma 0-1
 
La rovesciata della Bestia
 
 
La Bestia Verso il Settore Romanista, il Toro è steso.
29 diciembre

Coldplay-The Hardest part

THE HARDEST PART

And the hardest part
Was letting go, not taking part
Was the hardest part

And the strangest thing
Was waiting for that bell to ring
It was the strangest start

I could feel it go down
Bittersweet I could taste in my mouth
Silver lining the cloud
Oh and I
I wish that I could work it out

And the hardest part
Was letting go, not taking part
You really broke my heart

And I tried to sing
But I couldn't think of anything
And that was the hardest part

I could feel it go down
You left the sweetest taste in my mouth
You're silver lining the clouds
Oh and I
Oh and I
I wonder what it's all about
I wonder what it's all about

Everything I know is wrong
Everything I do, it's just comes undone
And everything is torn apart

Oh and it's the part
That's the hardest part
Yeah that's the hardest part
That's the hardest part

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA PARTE PIÙ DIFFICILE

E la parte più difficile è stata lasciare perdere e non partecipare
E’ stata la parte più difficile
E la cosa più strana è stato aspettare che quella campana suonasse
E’ stato l’inizio più strano

Potevo sentire che stava cadendo in basso
Aveva un sapore dolceamaro nella mia bocca
L'argento fiancheggia le nuvole
Oh, e io, io spero di potermela cavare

E la parte più difficile è stata lasciare perdere e non partecipare
Mi hai davvero spezzato il cuore
E ho provato a cantare ma non riuscivo a pensare a nulla
E quella è stata la parte più difficile
Oh, oh

Potevo sentire che cadeva in basso
Hai lasciato il sapore più dolce nella mia bocca
Argento fiancheggia le nuvole
Oh e io mi chiedo di che cosa si tratta

Tutto quello che so è sbagliato
Tutto quello che faccio, va semplicemente a pezzi
E tutto è distrutto
Oh, e quella è la parte più difficile
Quella è la parte più difficile
Si, quella è la parte più difficile
Quella è la parte più difficile

24 diciembre

I MEDIOCRI CHE SIETE

Scriviamo a voi, mezze figure in maglia rossazzurra che calcate uno dei campi peggiori d'Europa. Scriviamo a voi, così come potremmo riferirci al vostro pubblico, degno di essere rappresentato dalla vostra mediocrità portata avanti in maniera così sudicia e vigliacca. Ancora una volta, nel caldo riparo delle mura amiche, avete dato sfoggio a quel tipo di "coraggio" che contraddistingue l'infame nascosto nel buio, pronto a colpire alle spalle. La parte dei "leoni" nella vostra carriera da polli spennati e poveri cristi che sanno che non potranno avere niente di più dalla loro vita professionale.
Fortuna che il pallone gira, fortuna che ci sarà un ritorno e che potrete misurarvi con qualcosa di più concreto. Ci rivedremo, è una promessa.17-5-09....
 
OVVIAMENTE PRESO DAL SITO DI UGA "ROMANISTI"
ECCO IL LINK :
              
11 diciembre

La passione non si ferma con un decreto...

Se dovesse esistere un premio asromaultras.org, quest'anno la vittoria andrebbe sicuramente agli ultras del Catanzaro:
"Ciao, mi chiamo Alfredo, ed oltre ad essere un Ultras della Curva Ovest di Catanzaro, sono un simpatizzante Romanista e assiduo lettore del tuo sito, volevo farti un piccolo resoconto del derby di ieri tra Cosenza e Catanzaro che ci è stato vietato di andare a vedere:
Giornata derby elettrizzante, è successo di tutto, dal Catanzaro che va a prendersi il pareggio a Cosenza senza l'apporto della Curva Ovest (chiedere a Maroni), fino ad arrivare ai 3 impavidi Ultras Catanzaro che sorvolano con un deltaplano lo Stadio San Vito lanciando migliaia di volantini sempre a firma degli Ultras Catanzaro con su scritto: "Il calcio è pura passione popolare e i derby rappresentano il culmine di tale sentimento, purtroppo iniqui decreti e anticostituzionali divieti impediscono alle tifoserie di confrontarsi onorevolmente e di sostenere i propri colori. Tale gesto vuole goliardicamente dimostrare che non c'è divieto che possa impedire alla passione di volare. Per tutti i diffidati d'Italia e per tutti gli assenti forzati".
Dopo il lancio dei volantini, arriva il lancio dello striscione proprio sul manto erboso del San Vito, striscione che recitava la frase: "Le aquile vi sovrastano sempre". Che dire, fantastici, lezione di calcio in campo dei nostri, e grande goliardia dei 3 ultras in aria! Come On Eagles !
 
VOI NON POTRETE MAI ELIMINARCI, PERCHè NOI SIAMO UN SOGNO ,UN' EMOZIONE...
NOI SIAMO LA LIBERTà!!!!!
I DIFFIDATI
 
Ovviamente estratto del sito di Lorenzo  asromaultras.org

 
18 noviembre

Abbassa la testa

E voi, 11 anni di B. Si chiude con un bel timbro canoro e la vittoria dei giallorossi per una rete a zero, la prima stracittadina della stagione tra Roma e i dirimpettai al di là del Grande Raccordo Anulare.  Julio Baptista, uno a zero, palla al centro e il fragore esplosivo dei tre quarti dello stadio che libera la tensione e il giusto livore covato in queste ultime settimane. E' il derby del riscatto ma è anche il derby dell'anniversario di Gabriele Sandri, ricordato in maniera degna ed esemplare  dalla Curva Sud con striscioni, 5 minuti di silenzio e diversi cartoncini con impresso l'adesivo giallorosso "Giustizia per Gabriele" , visibile ormai da un anno in ogni angolo della città. E' anche il derby del piccolo Nicolò Blois, tifosissimo giallorosso scomparso tragicamente in un incidente nella piovosa serata di Roma - Chelsea. A lui è dedicato un lungo striscione, con il toccante saluto dei genitori e del fratello maggiore Simone, e una gigantografia fissata poi, insieme agli striscioni, sui vetri della curva. E poi è davvero Roma - Lazio, con un numero discreto di bandiere, torce, qualche fumogeno e diversi bomboni. Mancano, chiaramente, le scenografie. Il tifo è buono, per larghi tratti veramente potente anche se, ad onor del vero, manca quel pizzico di veleno in più, sia da una parte che dall'altra. Ci ha pensato comunque la Tevere a riscaldare gli animi, sul finire dell'intervallo tra il primo e il secondo tempo, con una frizione tra romanisti e laziali divisi poi da un cordone di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Nel prepartita invece, tafferugli tra forze dell'ordine e tifosi.
Sul campo giallorossi abbastanza ordinati ma ancora in evidente "convalescenza", con il pubblico romanista stramaledicente i tentativi grossolanamente sbagliati dal francesino Jeremy Menez.  Finisce 1 a 0, con il coro "E voi 11 anni B!" in risposta alla marmaglia biancoceleste che aveva provato a rialzare la testa.
Grazie a
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20 octubre

OLTRE IL RISULTATO

E TE LO VOJO

DI', CHE... 


TONINO CAGNUCCI 

Come ieri, la prima volta è stata un giorno verso fine ottobre. Erano venticinque anni fa. Qualcuno del Commando l’aveva pensato in un bar di via Merulana l’estate prima: «Al derby facciamo questa cosa», perché quella cosa nessuno l’aveva mai fatta prima. Anche se era la più semplice. Era proprio questa la bellezza (quella della verità). Quando alle 14.25 di quel 23 ottobre 1983 entrò Di Bartolomei (il segnale concordato era quello) la Sud tirò fuori ciò che aveva nascosto dentro al cuore: 60 metri di stoffa per altri 20 metri, 900 pezzi incollati palmo a palmo, con la speranza non si sfilacciassero, la scritta in rosso su un tenue giallo: Ti amo. C’era scritto Ti amo. Semplicemente. Fu come un boato silenzioso. Ieri invece è stato un urlo. Forte. Più Forte. Dodicesimo minuto e qualche secondo del secondo tempo di chissà quale partita (che ha fatto ieri la Roma?). Da quel momento per qualche minuto, e per sempre, mentre la squadra perdeva, la Curva Sud trionfava. Altro che Ibrahimovic! Altro che uno-due-tre-quattro! Altro... ultrà. "Eh forza Roma alè, forza Roma alè, eh forza Roma alè, forza Roma alè, forza grande Roma, forza Roma alè...". Per sentirla meglio: le note sono quelle dei Vianella. "E te lo vojo dì che so stato io...". E te lo vojo dì... che un romanista non perde mai, che essere della Roma è un’altra cosa dalla vittoria o dalla sconfitta (sicuramente non sarà mai pareggio), che è difficile farlo capire, anzi forse è impossibile, anche se basterebbero due parole, ma due veramente. E te lo vojo dì che... chi stava in curva ieri sera, così come chi stava sotto la pioggia il 20 marzo 1985 a cantare, la prima volta, la prima volta come ieriche sarà sarà al Bayern Monaco e alla pioggia, era felice. Sì era felice. E non è martirio, e non è vocazione al sacrificio, inconscio masochismo, estenuante romanticismo... Dimmi cos’è...? E te lo vojo dì... Ti amo. Ieri sera come quel pomeriggio di tanti anni fa. Ma che ha fatto ieri la Roma?
Nun lo di’ a nessuno tiettelo pe’ te.

DA " IL ROMANISTA"    http://www.ilromanista.it/?section=news&id=14670

16 octubre

Oasis in Italia!!!

Oasis in ITALIA per 5 DATE ! PDF Stampa E-mail
giovedì 16 ottobre 2008

Gli Oasis hanno annunciato 5 concerti in Italia a Febbraio 2009, 5 tappe che faranno parte del loro tour europeo, da gennaio a marzo 2009, a supporto del loro nuovo album "Dig out your soul" .

Il tour partirà il 12 gennaio e si conclkuderò il 3 marzo. Questa tranche europea rientra nel toru mondiale 2008/09 e segue le date in canada, granb Bretagna, messico e Stati Uniti.

Ecco le 5 date italiane :

  • 02 febbraio : MILANO DUTCH FORUM
  • 20 febbraio : ROMA PALALOTTOMATICA
  • 21 febbraio : TREVISO PALAVERDE
  • 23 febbraio : BOLZANO PALAONDA
  • 24 febbraio : MANDELA FORUM

I biglietti per tutte le date saranno in vendita dalle 11 del 21 ottobre tramite il circuito TicketOne www.ticketone.it e dal 28 ottobre nelle prevendite autorizzate .

Livenation.it 

 C'MON !!! 

Da www.oasisitalia.it

10 octubre

é BELLO ESSERE MOD

E' bello essere Mod

"Mod non si nasce, non si diventa: "Mod si scopre di esserlo".Chi è mod lo è per la vita e non per un certo periodo di tempo. Alcune persone hanno creduto di essere mod, vuoi perché volevano provare qualcosa di diverso, vuoi per curiosità o semplicemente perché non avevano niente da fare, ma non essendolo sono sparite presto dalla scena.Il nostro aspetto pulito e sobriamente elegante ci permette di entrare nel sistema ed essere accettati, senza comunque farne realmente parte, ed avendo cosi la possibilità di combatterlo dall'interno .Il mod è come un cavallo di Troia che piazzato all'interno della società, riesce a vivere in modo veramente libero da schemi, mode, consumismo guidato, senza però il pericolo di essere ghettizzato e sconfitto.L'atteggiamento distaccato e freddo nei confronti di chi non si conosce, è una difesa comportamentale, necessaria per non correre il rischio che un'immediata "apertura" ed esternazione dell'idea mod, possa portare ilarità sull'argomento da parte di chi, ostile, si sente "sicuro", della protezione data dall'anonimato in cui vive, grazie al completo allineamento alla società.Mod è essere qualcuno per quello che si è non per quello che si ha, non solo a livello sociale, ma anche dal punto di vista estetico, arrivando a far propria un'eleganza ricercata ma semplice nella sua esasperazione, ben diversa da quella dei modaioli firmati, veri o falsi che siano. L'estrazione sociale di chi è mod è solitamente bassa, salvo rarissime eccezioni che confermano la regola.Si è mod anche in mezzo a persone che non lo sono, vivendo coerentemente con la propria filosofia. Un mod è parte del tessuto sociale e a scuola o sul lavoro difficilmente si trova a contatto con altri mods, ma non per questo in quegli ambiti cambia il suo essere interiore ed esteriore.Chi è mod non ha bisogno di essere capito, ed è già sicuro delle proprie idee, vuole però il massimo rispetto per ciò che è, sicuro di valere molto perché ha trovato la sua giusta dimensione esistenziale.I soldi non sono mai un fine, ma un mezzo che permette di pagare vestiti, scooters, viaggi, trasferte oltre alle normali spese quotidiane, di ogni essere che vive nel mondo occidentale (e non solo).Chi è mod rifiuta la massificazione, questo non significa credersi superiori agli altri o disprezzare chi non è mod, ma solo orgoglio e consapevolezza di essere diversi.Sulla copertina del disco "Quadrophenia" il modernismo viene definito come un'aforisma per affrontare con stile e al meglio le situazioni difficili".Mod e la risposta vera, concreta e spontanea ad un sistema che non piace e che si cerca di sfruttare invece di essere sfruttati.Il modernismo è antitetico al razzismo, all'autoritarismo e alle divise. Pur nascendo in Inghilterra prescinde da ogni ubicazione geografica o caratteristica etnica e lo si può vivere in qualsiasi epoca storica o sotto qualsiasi ordinamento politico in ogni luogo della terra."
Da "Il migliore dei mondi possibili"
 
 ECCO IL LINK DEL SITO: http://footballcrazy.splinder.com/
 
PER CAPIRE COS'è IL TERMINE MOD http://it.wikipedia.org/wiki/Mod             200px-RAF_roundel_svg
02 octubre

Ma Non Erano 500 Mila Euro Di Danni?!

 
 
RAI NEWS 24: L´ASSALTO AL TRENO PER ROMA? UNA MONTATURA
 
L'assalto al treno per Roma? Una montatura, una bolla mediatica, un'esagerazione giornalistica. E' quanto è emerso da un reportage di Rai News 24, andato in onda sul canale satellitare della Rai. Il giornalista Enzo Cappucci ha raccolto le testimonianza di un sindacalista della Polizia, Tommaso Delli Paoli, del giudice Antonello Ardituro e del giornalista austriaco Jacob Rosenberg, che si trovava a bordo del treno e che ha smentito categoricamente che i vagoni siano stati devastati.

Antonio Petrazzuolo, dir. di "Napoli Magazine", ha intervistato Enzo Cappucci, il collega di Rai News 24 che ha realizzato l'inchiesta, per approfondire l'argomento.

Com'e' nata l'idea di approffondire il post Roma-Napoli con un reportage?

"L'idea e' nata dopo aver letto un trafiletto su un quotidiano, in cui la magistratura inquirente adombrava l'ipotesi che i danni recati al treno dai tifosi non fossero dell'entità descritta da Trenitalia. Ci siamo incuriositi e abbiamo deciso di andare più a fondo. Per questo ci siamo collegati su internet e, a tal proposito, "Napoli Magazine" ci ha dato molte indicazioni interessanti. In seguito abbiamo rintracciato dei nomi e degli indirizzi, che ci hanno portato a raccogliere alcune testimonianze significative. E' chiaro che tutta questa vicenda e' sotto inchiesta. Sarà la Magistratura a dirci se le cose stanno come abbiamo potuto apprendere dalle testimonianze raccolte. Siamo stati anche a Vienna, per parlare con due colleghi della rivista Ballesterer che erano quel giorno sul treno, e proprio lì abbiamo appreso che i fatti erano andati in maniera diversa. Alcune fonti istituzionali infine ci hanno dato delle conferme e così è nata
 l'inchiesta".

Nel servizio il sindacalista della Polizia, Tommaso Delli Paoli, e il collega austriaco Jacob Rosenberg sono stati molto chiari...

"Si, inoltre Jacob Rosenberg ha fatto un Erasmus a Napoli e parla molto bene l'italiano: sia lui che il suo collega vengono spesso a Napoli in vacanza. Erano spettatori competenti dell'ambiente napoletano".

Com'è possibile che la stampa nazionale, sulla base di un comunicato emesso da Trenitalia, abbia condannato subito l'accaduto in una maniera così severa? Sono stati definiti *** persone munite dei biglietti per viaggiare sul treno ed assistere alla partita Roma-Napoli. E' un attacco alla città di Napoli? Anche perchè la notizia è stata gonfiata di molto, stando alle testimonianze raccolte...

"Nello specifico non credo che la città di Napoli sia stata il solo obiettivo di questa campagna. Credo invece che l'obiettivo di questa campagna sia stato il calcio violento in generale. Non voglio ergermi a maestrino del giornalismo, ma e' chiaro che la fretta in questi casi può risultare determinante così come il sensazionalismo. Non dimentichiamoci che i giornali, come i telegiornali, sono articoli che si vendono".

La cosa che dispiace di più è che siano state abbinate frasi come "ecco i teppisti" alle immagini, riproposte all'infinito, dell'arrivo dei tifosi partenopei alla stazione di Roma, dove si vedevano gruppi di persone che correvano perchè avevano già perso la visione del primo tempo della partita...

"Le immagini video disponibili erano carenti. Non c'erano nemmeno immagini di quello che e' accaduto alla stazione di Napoli. Un giornalista che deve effettuare un servizio, e si ritrova il computer invaso da comunicati sugli scontri di Roma-Napoli, usa quello che ha a disposizione. Le uniche immagini disponibili erano quelle dell'arrivo a Roma dei tifosi. Detto questo, però, le testimonianze raccolte fanno capire che a Napoli non c'e' stata la guerriglia. Ci sono stati dunque degli atteggiamenti impropri, perche' non e' corretto parlare di una guerriglia che e' iniziata a Napoli ed e' finita a Roma. Ovviamente ora la parola definitiva spetta alla Magistratura, per cui bisogna attendere la conclusione dell'inchiesta".

Alla luce delle testimonianze raccolte da Rai News 24, potrebbe essere rivista la sentenza che ha disposto il divieto di trasferte per tutta la stagione ai tifosi del Napoli?

"Non posso dirlo io. Mi sono limitato a descrivere i fatti nell'ambito di un'inchiesta giornalistica. Se la Magistratura trovera' dei riscontri, potra' muoversi anche la Societa' Sportiva Calcio Napoli facendo ricorso, anche se non so se ci sono ancora i tempi tecnici per farlo".

Rai News 24 ha fornito comunque un servizio importante...

"Rai News 24 è una realta' importante dell'informazione Rai, che crede nel servizio pubblico. Riteniamo opportuno fornire delle informazioni corrette e, quando e' possibile, cerchiamo la verità nei racconti che ci apprestiamo a descrivere ai nostri utenti".

Link:http://www.romanews.eu/news.asp?newsID=8189&pag=2
 
(fonte: Napolimagazine)

23 septiembre

Quello che ci piace

E ci troviamo lì, spalla a spalla, stretti tra di noi e con i nostri sentimenti. C'è rumore, colore, l'attesa che sale. Parte un coro, ne segue un altro, ben presto canta tutto lo stadio.  Entrano in campo undici atleti ma non importano i nomi. Importa quello che indossano, la casacca giallorossa e la Lupa sul petto. Il fischio d'inizio e la palla corre sul prato verde. Quasi gol, maledetto quell'arbitro. Poi l'ala corre sulla fascia, un rapido movimento e il pallone crossato nell'area avversaria. La punta stoppa, si sposta giusto un poco, mira, centra il sette. Boato. Cado a terra, mi rialzo. L'abbraccio con le facce di sempre, le urla sguaiate e la felicità fuori dagli occhi...
 
delvecchiogol       lapresse88330461009190140_big       rm-si08
 
Tratto dal Sito http://romanisti.splinder.com/ grazie Ugaduga
18 septiembre

Ultima Frontiera- Falsi Come Una Birra Analcolica

                                                            Ultima Frontiera - Falsi come una birra analcolica

Arrivo un giorno a casa
Accendo la TV,
Ma c’è il telegiornale
Non ne posso più
Con quelle facce stronze
Anche se poi lo vedo,
Di quello che racconta
No, io non ci credo!

Vi conosciamo: state attenti!
Macchine vuote senza anima,
Non ci fregate, sappiamo che siete
Falsi come una birra analcolica!

Allora scendo al bar
Per tirarmi su,
Ma che bella sorpresa
Non c’è la TV
Così ordino da bere
E vedo un tipo strano
Mi guarda tutto il tempo
E legge un quotidiano!

«Che cazzo hai da guardare?»
Mi mostra quel giornale
L’articolo è firmato
Dal solito maiale!

Mi ha messo pure in foto
Meglio che non lo vedo,
Ma lui mi ride e dice
«Tanto non ci credo!»

Vi conosciamo: state attenti!
Macchine vuote senza anima,
Non ci fregate, sappiamo che siete
Falsi come una birra analcolica!

Vi conosciamo: state attenti!
Macchine vuote senza anima,
Non ci fregate, sappiamo che siete
Falsi come una birra analcolica!

Diritti di proprietà dei rispettivi autori ©
12 septiembre

Siete Solo Spazzatura,Servi del Potere

DE ROSSI, DUE GOL E UN AUTOGOL: QUELLA DEDICA ALLA MALAVITAdi Cristiano Gatti 
Le mogli si scelgono, i loro parenti no. Può però succedere che risultino 
graditi. Persino amati. È evidente, quanto meno è augurabile, che Daniele De Rossi abbia voluto dedicare pubblicamente la sua grande serata azzurra all'uomo, al defunto, al papà di sua moglie. «Gli volevamo tutti bene», ha 
spiegato con ciglio umido. Una mozione degli affetti, direbbero i romantici. Il problema è che tutti gli altri italiani faticano a dissociare la figura 
dell'uomo, del defunto, del caro suocero, dallo spietato criminale che sotto 
l'occhio delle telecamere di una banca teneva una povera donna con il coltello alla gola, durante l'ennesima rapina.
Con queste immagini sotto gli occhi, con tutti i simpatici resoconti sulle 
attività del suocero, su come si guadagnava da vivere e sull'umanità che 
frequentava, la dedica dell'altra sera diventa decisamente un caso particolare. 
Senza scomodare toni apocalittici da giudizio universale, vogliamo definirla semplicemente imbarazzante? Qualcosa di più: sgradevole. O tutte e due le cose: imbarazzante e sgradevole. Basti pensare soltanto a quello che succederà fuori dall'Italia non appena si accorgeranno chi era il destinatario dell'amorevole dedica: già non vedono l'ora di spendere parole edificanti sulla nostra moralità, questa ha tutta l'aria di una bella bistecca lanciata in un pullulare di squali.
A De Rossi, sin dall'inizio dell'incredibile vicenda famigliare, va dato atto 
di non aver mai fatto quello che finge di non conoscere. All'italiana. Chi, 
quello? Lo conosco appena. È mio suocero, ma praticamente non l'ho mai 
frequentato... No, De Rossi ci ha messo la faccia e non ha rinnegato la 
parentela. Detto questo, bisogna subito aggiungere che poteva fermarsi lì, 
tenendo dentro i rispettabilissimi sentimenti privati. Meglio: doveva. Per 
semplicissimo senso di opportunità. Se non voleva farlo per spirito di 
servizio, poteva farlo almeno per pietà nei confronti di quella donna 
terrorizzata dall'amato suocero.
Non bisogna però esagerare nel farne una colpa al giocatore. Che non abbia colto il senso di opportunità è solo una delle tante, naturalissime conseguenze dei pittoreschi costumi in quella zona franca di cui si è parlato nell'ultimo periodo, riferendoci alle deviazioni del calcio. Sì, prima ancora di Sacchi, la vera zona rigorosamente osservata e applicata dall'Italia è questa fuori dal campo, dove mentalità, linguaggi, atteggiamenti sono completamente diversi rispetto alla normalità. La dedica al suocero gangster non provoca alcun rossore a De Rossi perché De Rossi è abituato da sempre a dire qualunque cosa, anche la prima che passa per la testa, senza la minima preoccupazione degli effetti, perché immancabilmente ha davanti una moltitudine di tifosi adoranti e una pletora di cronisti a dir poco servili. I tifosi applaudono e urlano «grande!!», i cronisti riportano tutto come parole evangeliche. Per dire: sull'uscita dell'altra sera si sono lette cose gustosissime e acrobatiche, del tipo «la difficile dedica di De Rossi». Difficile??? A lui è risultata facilissima. Sei tu, amico e collega, che se la trovi «difficile» devi quanto meno rilevarne l'incongruenza e il peso. O hai paura che poi De Rossi non ti conceda più le sue decisive interviste? Sono le magie della zona franca. In questa zona i De Rossi crescono come idoli di borgata e si convincono - perché li convincono - che tutte le loro gesta sono comunque epiche, sputi e gomitate compresi. Non esiste più il problema di come parlare e di come atteggiarsi, di cosa dire e cosa fare: qualunque cosa è perfetta e mitica, perché creata dal loro talento inarrivabile. Possono permettersi tutto, nessuno chiederà mai conto. Anche quando sgomitano e sputano, hanno sempre dietro - come minimo - 
tre quarti di platea prontissima a concedere attenuanti, comprensione, 
distinguo, ma-se-però. C'è da giurare che anche questa volta radio e 
televisioni private arriveranno in soccorso con il loro tam-tam militante, al 
poetico grido «Ragà, De Rossi ce mette sempre er core».
Va bene così, allora. Ci comunicano ufficialmente dalla zona franca che la 
vittoria dell'altra sera è dedicata a un signore della malavita romana. Lippi 
ha tentato di dedicarla agli infortunati, i Gattuso e i Gamberini, ma può 
mettersi tranquillo: la dedica di De Rossi, vero eroe della serata, scavalca la sua e fa cassazione. Bando alle smorfie. Ci spiegheranno i tifosi che chi prova del disagio è solo un patetico bacchettone. Non c'è niente di sgradevole e di imbarazzante: ognuno ha i suoi caduti da onorare. Per molti di loro, quel suocero resterà per sempre un eroe.
Cristiano Gatti? Lavora per il giornale di proprietà della famiglia del Presidente del Consiglio, solito ad usare foto taroccate a corredo degli articoli, come già dimostrato due giorni fa. Detto questo, il giornalista ha da ridire con la sua stessa categoria, insultando velatamente i giornalisti romani che per paura di mancate future interviste, non avrebbero fatto la giusta reprimenda. Così come tra gli ultras ci sono i violenti per natura, tra i giornalisti ci sono gli stupidi per natura. La domanda alla madre cui è appena morto il figlio "lei come si sente?" la fa un giornalista, un cronista, non un ultras né un calciatore né un rapinatore. Il nostro Gatti dà atto a De Rossi di una sola cosa: il non aver rinnegato, all'italiana, la parentela. 
Come si fa a rinnegare una parentela, non è dato saperlo. Al limite si può rinnegare una conoscenza, come fece S. Pietro con Gesù. Daniele De Rossi è un ragazzo sincero. Gli si fa sotto un giornalista con lingua ormai secca e che probabilmente era lo zimbello della classe che, invece di chieder conto del gesto tecnico, gli chiede a chi dedica i due gol. Daniele cosa dovrebbe rispondere? Per quale ragione dovrebbe essere ipocrita come chi è al soldo del proprio padrone politico (e che non mangia se dice quello che pensa realmente, perché il suo padrone politico non glielo permette?). Chi buttereste giù dalla torre, Cristiano Gatti o Daniele De Rossi? Troppo facile. Lui è il nostro idolo. Ed allora, chi buttereste giù dalla torre, Cristiano Gatti o lo zio di De Rossi? Io non ho dubbi neanche stavolta. Il titolo, poi. "Quella dedica alla malavita". DDR ha dedicato i gol allo zio, non alla malavita.
Mi viene da vomitare. Cristiano Gatti si metta bene in testa che il principio vale per De Rossi e per qualsiasi essere umano. E' vero che ognuno ha i suoi caduti da onorare: tu onora i tuoi, di futuri caduti, che Daniele onora i suoi come gli pare e piace.
10 septiembre

ZetaZeroAlfa- Entra A Spinta!!!!!

Oggi è un giorno fortunato
con l’amico mio fidato
allo stadio sono andato...
Piove poco e senza ombrello
così il tempo è ancor più bello
ora intono un ritornello che fa:
ENTRA A SPINTA NELLO STADIO
ENTRA A SPINTA NELL’ARENA
ENTRA A SPINTA NELLA VITA
ENTRA A SPINTA PURE TU!
lo diceva Toninetto,
pure Marco me l’ha detto
allo stadio ed al concerto
a lottare mi diverto,
e se torni un pò bambino
calci in bocca al bagarino,
il mio amore non ha prezzo,
ti regalo il mio disprezzo.
ENTRA A SPINTA NELLO STADIO
ENTRA A SPINTA NELL’ARENA
ENTRA A SPINTA NELLA VITA
ENTRA A SPINTA PURE TU!
Travolgiamo tutti quanti,
porci rossi e benpensanti,
ecco Sandro con Gennaro,
ecco Sergio, è un uragano.
siamo tanti e tutti belli,
e varcheremo quei cancelli,
superata quella linea non ci fermeranno più!
ENTRA A SPINTA NELLO STADIO
ENTRA A SPINTA NELL’ARENA
ENTRA A SPINTA NELLA VITA
ENTRA A SPINTA PURE TU!
Quanti amici hai diffidato,
quanti sogni hai incarcerato,
quante volte ci han provato
e non ci hanno mai piegato.
Superiam la barricata,
onda d’urto a carne umana,
spingi forte contro i blu,
spengi a oltranza, spingi su!
ENTRA A SPINTA NELLO STADIO
ENTRA A SPINTA NELL’ARENA
ENTRA A SPINTA NELLA VITA
ENTRA A SPINTA PURE TU!

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22 julio

22 LUGLIO-AUGURI ASR

                                                                                              AUGURI ASR
 
 
                                              logo-as-roma
14 julio

Liberi tutti - Subsonica


Mani in alto fuori di qua
Non resteremo più prigionieri
Ma evaderemo come steve mc queen
O come il grande clint in fuga da alcatraz
Senza trattare niente con chi
Ha già fissato il prezzo al mercato
Nei nostri sogni e dentro ai nostri giorni e per la nostra vita

Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti

Dai virus della mediocrità
Dai dogmi e dalle televisioni
Dalle bugie, dai debiti, da gerarchie, dagli obblighi e dai pulpiti
Squagliamocela
Nei vuoti d'aria della realtà
Tracciamo traiettorie migliori
Lasciando le galere senza più passare dalla cassa


Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti

Da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno

Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti

Da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno
Dall'uomo che non è padrone del suo giorno
Da tutti quelli che inquinano il mio campo
Io mi libererò perché ora sono stanco
25 junio

Daje capità!!!!!

                                                                         apertura_z4qdgxh8fTOTTI%20E%20MUSA( foto de "Il Romanista")
 
Mentre i suoi compagni sono in vacanza,il Capitano lavora e suda a Trigoria per tornare forte come prima, più di prima,per combattere ancora al fianco della Squadra GialloRossa.....
       DAJE CAPITà!!!!
11 junio

I Nostri politici...

Il deputato Giacchetti:
"Berlusconi ha suggerito
la formazione a Donadoni"

La contestata squadra messa in campo dal ct finisce addirittura in Parlamento. Roberto Giachetti, deputato del Pd, ha presentato infatti un'interrogazione parlamentare.

Roma, 10 giugno 2008  - La contestata formazione di Donadoni per Olanda-Italia finisce addirittura in Parlamento... Roberto Giachetti, deputato del Pd, ha presentato infatti un'interrogazione parlamentare per sapere "se risponde al vero che nel pomeriggio di ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nonche' proprietario della societa' di calcio A.C. Milan, abbia telefonato a Roberto Donadoni facendogli il suo in bocca al lupo per la competizione e gli abbia suggerito qualche pedina da schierare nella straordinaria formazione che ieri e' scesa in campo rimediando una delle figure piu' nere della storia del nostro calcio"."Senza ricorrere ad inutili sondaggi- osserva Giachetti- ma semplicemente parlando con il vicino di casa o con il collega d'ufficio, si evince che la stragrande maggioranza dei tifosi italiani, quelli competenti ma anche i semplici appassionati, sono rimasti leggermente disorientati dalla lettura della formazione iniziale che il ct Donadoni ha schierato ieri sera. Appare inspiegabile in particolare la scelta di schierare l'intero blocco di centrocampo del Milan (nello specifico Gattuso, Pirlo e Ambrosini), squadra arrivata quinta in campionato e che non ha brillato nella coppe internazionali, sfavorendo centrocampisti che hanno avuto un rendimento ben maggiore nella corso della stagione".

I nostri politici invece di pensare ai veri mali che affliggono il nostro amato paese, due  su tutti malasanità e costo della benzina, si occupano della formazione dell'Italia agli Europei...Semplicemente Ridicolo....